Il tutto è diverso dalla forma delle sue parti
Ogni punto di vista può essere ribaltato, di ogni medaglia si può vedere l’altra faccia. Al netto di
questo, coprirsi il volto è scoprire l’essenza e mettersi una maschera è un atto emancipazione.

Per il Numero DUE il taglio di Metabolica non è solo profondo, ma anche soggettivo, in termini per cui
riguarda il soggetto considerato nella sua valenza individuale, personale, politica ed estetica.
Sulla scia pluriforme della direzione di Metabolica, Paolo Bianconi ha rintracciato, con il suo
occhio meccanico, un momento di libertà.
In TOK¥O, ultimo singolo di Camsart, la mascherainvolucro
avvia la scarcerazione dionisiaca che concede libertà e creatività nella dimensione del
movimento corporeo. Ierofania, coraggio di essere e di esserci.
La scelta del Tranimal non ha
ragioni meramente estetiche, ma soprattutto storiche e culturali.

Librandoci in universi urbani, Federico Manfredini fotografa il volto fucsia di Massimiliano Ricci,
che, fuggevolmente, svela il proprio sé. Di velluto vestito, ritratto armonici come
una statua classica prima e come possente Minotauro dopo.

Puoi essere ciò che desideri.

La violenza del fucsia viene apollineamente dissolta dall’argenteo volto di un  giovane, fotografato da Kaaravaggio.
Il suo viso si mescola con il cielo plumbeo che cade su Milano,
tra nubi e palme.

Ragazzo d’Argento, quando sarai un’anima?
Sempre che tu non lo sia già.

Il fil rouge tra i progetti è l’intenzione di riportar in auge quello
che è un approccio ancestrale del volto coperto:
la sovrapposizione essere umano-maschera non è altro che una dimensione per
acquisire un’identità coscienziale, altrimenti impossibile da raggiungere.

A voi la vostra maschera.

Raggiungete la vostra coscienza.

Il tutto è diverso dalla forma delle sue parti.





Manuale di distruzione

IDENTIFICAZIONE
INDIVIDUAZIONE
IMITAZIONE
INTERIORIZZAZIONE

Presupporre di conoscere sé stessi è un errore, significa negare di
conoscersi.

Come potrebbe uno nascondersi a ciò che non tramonta mai?

Forse non esiste rifugio per quelli come noi, se non la pelle che ci custodisce
e che ricopre le nostre ossa congelate.

Ho pensato di essere figlio delle parole e ho indagato me stessa, convito che
mi sarei persa, ed in parte ho avuto ragione.

Mi sono strappata la faccia e gli occhi e la sicurezza.
Ho capito che gli altri siamo noi.

Quanto vale il silenzio del pensiero?

La felicità è un fucile incandescente ma il nemico va abbattuto.
A quel punto butterò via anche le mani, impossibili da riparare.

Butto via anche la maschera, impossibile da amare.


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